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September 04 Dietro le ApparenzeE' da tempo che desideravo scrivere questo post e nonstante più e più volte mi sia ripromesso di scriverlo non sono mai riuscito a farlo.Le ragioni ormai le sapete già.Poichè il rifiuto di comprendere è la più prevedibile delle reazioni umane,alcune delle mie risposte potrete comprenderle,altre no.
Molto spesso ho avuto l'occasione di leggere da fonti e circostanze diverse l'espressione "Carpe Diem". E' appunto su questo che vorrei iniziare la mia riflessione.Come tutti ben sanno,o perlomeno dovrebbero sapere, l'autore di questa poesia è Quinto Orazio Flacco,poeta latino vissuto durante l'epoca Augustea ed è considerato uno dei tre migliori scrittori di quel tempo insieme a Virglio ed Ovidio."Carpe diem"sono 2 parole accostate contenute nell'omonima poesia,che tradotte ci dicono "cogli l'attimo"...tuttavia prima di cominciare a commentare vorrei riproporre l'intera poesia:
Tu ne quaesieris,scire nefas,quem mihi,quem tibi finem di dederint,Leuconoe,nec Babylonios
temptaris numeros.Ut melius,quidquid erit,pati,
seu plures hiemes,seu tribuit Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum:sapias,vina liques,et spatio brevi
spem longam reseces.Dum loquimur,fugerit invida
aetas:carpe diem,quam minimum credula postero.
Traduzione:
Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a te
quale sorte abbian dato gli dèi, e non chiederlo agli astri,
o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà:
se molti inverni Giove ancor ti conceda
o ultimo questo che contro gli scogli fiacca le onde
del mare Tirreno. Sii saggia, mesci il vino
– breve è la vita – rinuncia a speranze lontane. Parliamo
e fugge il tempo geloso: carpe diem, non pensare a domani.
Bene adesso che l'avete letta tutta posso cominciare a dire qualcosa;la poesia in sè è davvero molto bella...la dialettica,la metrica e la drammaticità fanno di quest'opera un capolavoro della letteratura;il periodo in cui è stata scritta poi fa da specchietto per le allodole all'intero lavoro.Ma la domanda da porsi è la seguente:l'ho veramente capita?
Molti di voi di prima acchitto risponderanno di si,ripercorrendo brevemente la traduzione sintetizzando nuovamente...si l'ho capita,il significato di questa poesia è cogli l'attimo.Povero Orazio,ha scritto un capolavoro ma molti non riescono a comprenderlo,mi dispiace per lui...Non credete che dietro queste parole Orazio abbia voluto dirci qualcosa di più di uno scontato Cogli l'attimo?
Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a te
quale sorte abbian dato gli dèi
Questo è l'inizio...preso singolarmente non ha tutto un altro effetto???Potremmo pure usarla come frase fatta per qualche Onoranza Funebre,per consolare i parenti...
All'inizio della poesia,Orazio da gran poeta,mette il concetto in antitesi col carpe diem per un buon motivo,cioè quello di tirare acqua al suo mulino...ha implicato nel principio della poesia due concetti talmente in sintonia tra loro capaci da aprire la strada a quelle due parole famose,facendo assumere un tono più solenne che mai all'opera.Tuttavia questi 2 concetti Orazio li ha strutturati bene...e anche se operano da sfondo ci possono far capire molto:I concetti in questione sono,la morte e il destino.Leggendo tra le righe(potete anche considerarla una battuta)Orazio ci ha detto che non sarebbe giusto cercare di scoprire quando moriremo,perchè questo significherebbe tentare di conoscere il nostro destino,il discorso vale anche se cercate di scoprire quando morirà qualcun'altro.Estrapolato questo concetto da quelle due frasi e sperando che voi le abbiate comprese vado avanti.
e non chiederlo agli astri,
o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà:
se molti inverni Giove ancor ti conceda
o ultimo questo che contro gli scogli fiacca le onde
del mare Tirreno.
Escludendo la prima frase,che fa da ponte tra la prima e la seconda parte,in questo segmento di poesia Orazio rafforza la sua idea di fatalità e ne imprime in essa 3 massime e legandone le filosofie.I primi due concetti hanno una segreta e fortissima alchimia nonstante possano apparire contrastanti.Orazio Parla della Vita e della Morte.Qui vediamo tutta la sua bravura,è riuscito a collegare la vita e la morte in soli tre versi.Il concetto della vita è espresso come il vivere,concesso da qualcosa(il destino) e la morte è evidenziata nel paragone all'ultimo inverno.Il concetto del destino proposto nella parte precedente ne fa da minimo comune multiplo.E infine l'ultimo assioma è quello più importante della poesia,poichè racchiude in sè tantissimi concetti che purtroppo nessuno può ancora spiegare.Parlo di "Al meglio sopporta quel che sarà" ci viene indicato un modo di vivere e ci induce a riflettere sugli altri possibili.
Sii saggia, mesci il vino
– breve è la vita – rinuncia a speranze lontane. Parliamo
e fugge il tempo geloso: carpe diem, non pensare a domani.
E poi passiamo al pezzo finale...Orazio continua a prepare il campo per il suo pezzo più forte.Qui abbiamo altri concetti,la brevità della vita e il vivere facendo quello che piace,che nonstante siano legati tra loro tolgono luce a quello che secondo me merita più importanza,tuttavia quello che ci dice Orazio in questi assiomi è praticamente uguale a quello che dice Seneca nel suo "De Brevitate Vitae" (cmq non pensate che Orazio ha copiato,visto che è ha scritto questa poesia prima che seneca scrivesse la sua opera)...merita più importanza il "Rinuncia a speranze lontane" che ci da un senso di angoscia e pessimismo ma regala fiducia nelle azioni più a breve termine.Qui Orazio spezza ogni legame con il futuro e rilancia con l'importanza del presente,poi continua il discorso del presente con un esempio dal vivo che rilascia l'aggetivo del tempo ovvero Geloso.
E dopo tanto tempo ecco finalmente il centro di gravità del post.Carpe Diem quam minima credula postero,cogli l'attimo e non pensare al domani.Però prima sciogliamo il dogma de il "non pensare al domani"...un'ottima conclusione per una poesia superba...parole molto semplici che non hanno nemmeno bidogno di essere spiegate...da considerare come uno speciale corollario del carpe diem,che completa l'intera poesia creata da Orazio.
Ora il Carpe Diem...come già annunciato sono solo 2 parole messe vicino che non significano niente...questa frase è come il risultato di una precisa equazione matematica...il quale senza tutta l'espressione è solo un numero...
spero che questa riflessione abbai avuto significato per voi e che d'ora in avanti consideriate queste 2 parole come un qualcosa di molto più profondo...
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